domenica 19 agosto 2007
Ricominciare a 50 anni
Dopo una vita dedicata a marito e figli, rinasce il desiderio di pensare a se stessa.
Domanda
Gentile dottoressa,
ho cinquant' anni e mi sento fallita, ma nello stesso tempo impotente da tutti i punti di vista.
Sono sposata da molti anni, con tre figli sui quali ho riversato, sperando di non farglielo pesare (ma non so con quale successo), un affetto morboso e ossessivo, forse anche per compensare l'affettività che non riuscivo a dare e a trovare nel rapporto di coppia. Quest' ultimo non mi ha mai soddisfatto e, nel corso degli anni, mi sono più volte innamorata, mai corrisposta, di altri e non sono neanche mai riuscita a prendere la decisione, che mi propongo quotidianamente, di interrompere il rapporto coniugale, che per me è solo penoso e immagino che lo sia anche per mio marito.
Lavoro, ma dopo una fase lavorativa iniziale che mi interessava, ma che mi teneva tutto il giorno fuori di casa, ho scelto un impiego che non mi soddisfa per niente per mettere a tacere i sensi di colpa che mi dava l' uscire di casa e abbandonare i figli.
Mi è chiaro che ho paura di prendermi le mie responsabilità e che sto sempre, invece, a fantasticare su quello che potrei invece fare o, peggio, a rimpiangere quello che non ho fatto e che potrei forse ancora decidere di fare se fossi più giovane.
Come manifestazione di superficie penso sempre a un possibile ringiovanimento chirurgico. Anche qui non mi decido mai, forse perché so che non sarebbe anagrafico e che poi sarei ancora più delusa di me stessa e più insoddisfatta di prima non essendo riuscita lo stesso a decidermi ai cambiamenti sostanziali di quello che non mi va della mia vita e non potrei magari più neanche dare la colpa all'aspetto fisico invecchiato.
Non è chiaro neanche a me perché scrivo, mi sembra solo uno sfogo al quale non è possibile dare una risposta, che comunque spero lo stesso che lei mi dia.
Grazie, Annamaria
Risposta
Cara Annamaria
la tua lettera è la fotografia lucida e sincera di moltissime situazioni simili.
Una cosa devo dirti subito: ti fa onore l'intelligenza e la sensibilità anche se velate da malinconico cinismo che dimostri con l'analisi critica e spietata della tua situazione di vita.
Come sicuramente sai, i cinquant' anni per molte donne rappresentano un momento estremamente critico a causa di forti tempeste ormonali dovute al sopraggiungere della menopausa.
Questo momento della vita femminile si può accompagnare a forme depressive in cui si vede tutto nero, tutto quello che si è realizzato appare inutile o poco importante, il rapporto col partner sembra perdere di interesse proprio perché ci si sente in una fase di invecchiamento e decadimento della giovinezza e della forma fisica.
Si pensa che la riscoperta della bellezza passata magari con l'aiuto della chirurgia plastica possa risolvere magicamente le problematiche legate alla perdita di stima di sè, della propria immagine di donna..
Cara Annamaria tu non sei affatto fallita, stai semplicemente facendo chiaro in te stessa con una ritrovata maturità di pensiero e di riflessione che grazie all'età adulta stai portando allo scoperto.
Ecco allora l'analisi fredda e lucidamente determinata.
I figli a cui hai donato te stessa testimoniano la tua presenza ed il tuo percorso esistenziale, con la loro vita e con le scelte che sicuramente tu hai guidato e contribuito a rendere possibili.
Il rapporto col partner che tu tolleri ti fa riflettere sull'affettività, sulle emozioni, sulle scelte d'amore ancora possibili, non dimenticare che non sei alla deriva, stai solo iniziando una nuova fase del tuo cammino.
Così il lavoro che non ti soddisfa ti fa capire che puoi cambiare ancora e che non è tardi per la tua realizzazione professionale, ovviamente occorre forza, determinazione, chiarezza di obiettivi, ma soprattutto coraggio.
Con la tua lettera hai dimostrato che questa forza tu l'hai, è solo sopita e nascosta dietro il tuo scoraggiamento, la tua indecisione, la tua paura di non piacere più, di non essere all'altezza, di essere a fine corsa, di non avere pù nessuno che abbia bisogno della tua dedizione e del tuo affetto.
Credi non è così, proprio ora sei in un momento molto stimolante ed interessante della tua vita di donna, con l'esperienza di tanti ricordi felici e la coscienza di altrettanti errori, ma con la determinazione a voler vivere i tanti anni che ti restano dando, finalmente tempo a te stessa, alle tue scelte, all'amore, al lavoro, nella certezza che questo sfogo di sconforto è il passaggio a più mature e consapevoli opportunità che la vita ti riserva e ti farà vivere.
Non dimenticarlo!
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3 commenti:
Sono anch'io daccordo con te dott,ssa. Nella vita non bisogna mai mollare anche se è difficile trovare in sè le forze per farlo.Un aiuto intelligente di una professionista seria può aiutare tante persone che non trovano la via giusta.
Paola 57
CARA DOTTORESSA GRAZIE PER L'INCORAGGIAMENTO! SONO CONTENTA DI SAPERE CHE POSSO CONTARE SU UN'AMICA IN GAMBA E COMPETENTE COME TE..PER TUTTE QUELLE CHE HANNO BISOGNO DI UNA SPINTA PER AFFRONTARE LE SFIDE CHE LA VITA CI PONE OGNI GIORNO.
Vista da “lui”.
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Altro che Ferragosto ! Ogni giorno, ogni notte che Qualcuno manda in terra ad avvicendarsi penso alla mia condizione di quarantanovenne al bivio, legato e incatenato da un realtà al di fuori e aldilà della “normalità” corrente.
Con ciò vorrei esternare che sarebbe un grave errore psico-sociologico considerare il disagio di mezz’età (quale quello che è stato efficacemente descritto dalla comunicazione di Annamaria) prerogativa esclusiva del sesso femminile. Credete, in determinate situazioni è evento comune anche agli uomini; ed in tal caso è molto, ma decisamente molto peggiore da sopportare e gestire…
Cara Annamaria, come diceva Eschilo "scegliere costa sempre dolore". Ed il non scegliere perché non si è in condizoni di farlo ancorché momentaneamente, aggiungo io, ne costa ancor di più.
Coraggio. Ti sono vicino
Firmato: Abel Snorko.
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